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ENSEMBLE ALBALONGA

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Nei primi anni del Seicento, approdò a Buenos Aires, un giovane musicista belga la cui vocazione religiosa lo portò a preferire un futuro di avventura piuttosto che il suo invidiato posto di violista da gamba presso la corte arciducale di Bruxelles, dove formava parte del Capitolo della Beata Vergine in Albalonga.  Tale Jean Vaisseau, probabilmente il primo musicista europeo approdato nei territorio del Rio de la Plata, risulta emblematico per il nostro ensemble e perciò perpetuiamo il nome del suo gruppo musicale. 
L’ensemble è composto da specialisti della musica del Sei–Settecento ed ha un organico variabile a seconda del repertorio ad affrontare. L’ensemble Albalonga è l’espressione pratica musicale dell’IMLA ed è stato il primo in Europa a specializzarsi nella diffusione del patrimonio musicale delle Americhe durante la dominazione iberica.  

Il gruppo ha eseguito numerosi melodrammi e oratori del primo Seicento, quali l’Euridice di Peri, La Dafne di Marco da Gagliano, La Rappresentazione di Anima et di Corpo di Emilio de’Cavalieri e La liberazione di Ruggiero nell’Isola d’Alcina di Francesca Caccini, con solisti quali Cristina Miatello, Sylva Pozzer, Gloria Banditelli, Nigel Rogers, Giampaolo Fagotto e Luca Dordolo. Il Comitato Nazionale per le Celebrazione del quarto Centenario della Nascita dell'Opera, patrocinato dal Presidente della Repubblica Italiana, ha scelto Albalonga per eseguire l'Euridice di Peri a Palazzo Pitti in Firenze. Albalonga ha registrato per le case discografiche Cornamusa, Pavane, Symphonia, Fonit Cetra e Op. 111 e per le radiotelevisioni di Argentina, Uruguay, Messico, Italia, Spagna e Città del Vaticano musiche inedite frutto delle ricerche dell’IMLA, molte volte in prima mondiale. Tra queste riscoperte vi sono Il Consiglio dei Pianeti di Tomaso Albinoni e soprattutto musiche di Giacomo Facco, tra le quali I Pensieri Adriarmonici e il melodramma Amor es todo invención, Júpiter y Amphitrión. 
Anibal E. Cetrangolo dirige fin dall’origine l’attività musicologica e concertistica dell’ensemble, continuando l’analoga attività di diffusione del patrimonio del Sei-Settecento americano già avviata nel 1977 a Buenos Aires con la Cantoria del Buen Ayre.